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Il brand suonerà familiare a tutti i millennial. Ma la storia di Olidata è un prisma eccezionale per raccontare l’acume visionario che ha contraddistinto molte imprese italiane. E, oggi, in un mondo circondato da giganti, Olidata vuole riaffermare il proprio ruolo fondativo con una linea di PC e laptop tutti italiani. Parlare di “sovranità digitale” rischia di suonare un po’ grandiloquente, ma – senza dubbio – il termine descrive in modo efficace la filosofia di fondo che portò, primo fra i tanti, Adriano Olivetti a intuire la necessità di trasferire tecnologia a tutti gli italiani, in primis con le macchine da scrivere.
A oltre sessantacinque anni dalla scomparsa di Adriano Olivetti, l’eredità del suo pensiero industriale trova dunque nuova linfa nel rilancio di Olidata. L’azienda, nata in Romagna e oggi con sede a Roma, è stata per anni sinonimo di tecnologia accessibile, diventando negli anni Novanta il principale produttore di personal computer in Italia. Dopo un lungo periodo di crisi, Olidata è tornata in Borsa due anni fa grazie alla guida di Cristiano Rufini, presidente e azionista di maggioranza attraverso la sua Sferanet, società specializzata in cybersecurity e intelligenza artificiale.Durante l’evento organizzato presso la sede di via Tiburtina, il gruppo ha presentato la nuova gamma di notebook e PC con un messaggio chiaro: «Dalle origini nasce il futuro». Un motto che sintetizza il senso di un progetto industriale e culturale insieme, perché l’obiettivo dichiarato è riportare in Italia una filiera tecnologica che unisca hardware, software e design. «Crediamo che il futuro passi anche dal passato», ha dichiarato Rufini. «Il ritorno alle origini è un atto di coraggio. Siamo pronti a rimettere Olidata al centro del mercato con un prodotto di qualità progettato e sviluppato in Italia».
La nuova linea di PC Olidata nasce come una tecnologia tailor made, pensata per essere configurata in base alle esigenze di ogni utente. Al primo avvio, infatti, sarà possibile personalizzare l’interfaccia del dispositivo, adattandola all’uso professionale o domestico. Ma l’aspetto più distintivo è un altro: ogni componente software e firmware, compreso il BIOS, sarà interamente progettato in Italia, a garanzia di una maggiore sicurezza e di una vera sovranità digitale. In un mercato dominato da colossi internazionali, Olidata sceglie quindi di puntare sull’autonomia tecnologica nazionale. Una scelta strategica che riflette il percorso intrapreso dall’azienda negli ultimi anni, durante i quali si è affermata come fornitore di soluzioni avanzate in ambiti cruciali come difesa, cyberintelligence e intelligenza artificiale. Ora, l’espansione nel settore dell’hardware rappresenta il naturale completamento di un ecosistema che coniuga ricerca, innovazione e produzione locale. «Le nostre macchine avranno un’anima italiana», ha spiegato Rufini. «Dalla progettazione al software, tutto sarà realizzato nel nostro Paese, così da garantire un livello di sicurezza elevato e un controllo totale sulla tecnologia. È un modo per tutelare i dati e le infrastrutture nazionali».
Il ritorno sul mercato dei computer firmati Olidata non è solo una questione tecnologica, ma anche estetica e simbolica. L’azienda ha infatti annunciato una futura collaborazione con un importante stilista italiano per il design dei propri prodotti. L’obiettivo è coniugare innovazione e stile, due elementi che da sempre rappresentano l’eccellenza del “made in Italy”. La produzione sarà gestita in Italia, con l’intento di ricostruire una filiera industriale che riporti competenze e occupazione nel settore tecnologico nazionale. Secondo le previsioni del gruppo, i nuovi notebook e desktop Olidata potrebbero coprire entro pochi anni tra il 5 e il 10% del mercato italiano. Una sfida ambiziosa, ma coerente con la visione di un’azienda che ha già saputo reinventarsi nel settore software, diventando un punto di riferimento per pubbliche amministrazioni e aziende private. Con la nuova gamma hardware, Olidata mira a entrare di nuovo nelle case degli italiani, come accadeva trent’anni fa, quando i suoi computer rappresentavano una delle icone della tecnologia domestica.
Il concetto di sovranità digitale è stato al centro di tutto l’evento di presentazione. In un contesto globale in cui la dipendenza tecnologica da Paesi extraeuropei rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale, l’iniziativa di Olidata assume un valore strategico. «Abbiamo progettato e realizzato numerosi prodotti in grado di rendere sicure le nostre infrastrutture, aziende e istituzioni», ha spiegato Rufini. «Ora vogliamo fare sistema per garantire la sovranità digitale al nostro Paese». La visione è chiara: un’Italia capace di produrre le proprie tecnologie, dal software al computer finito, recuperando una tradizione industriale che affonda le radici nella storia di Olivetti e guarda al futuro dell’intelligenza artificiale. I nuovi dispositivi Olidata saranno distribuiti attraverso i canali tradizionali e la grande distribuzione, con l’obiettivo di raggiungere tanto i professionisti quanto i consumatori privati. L’azienda punta anche a rafforzare la propria presenza internazionale, valorizzando il marchio in Europa e nei mercati emergenti.
Il ritorno di Olidata non è solo una notizia economica: è un simbolo di rinascita per l’intero comparto tecnologico italiano. In un momento storico in cui il digitale è diventato il fulcro della competitività globale, il progetto rappresenta un’occasione per riaffermare il ruolo del Paese come produttore e non solo utilizzatore di tecnologia. Adriano Olivetti sarebbe stato fiero di vedere una nuova generazione di imprenditori raccogliere la sua eredità, riportando il “saper fare italiano” al centro dell’innovazione. Olidata, con la sua scelta di tornare alla produzione di PC, riaccende quella scintilla industriale che ha reso grande il nome dell’Italia nell’informatica mondiale. Dal 19 novembre, i nuovi notebook e desktop Olidata saranno sul mercato: il ritorno di un marchio storico, ma anche l’inizio di una nuova stagione per la tecnologia italiana.
Scritto da: Michele Ceci
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