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GR News
today13.08.2025
Tutti i distributori Esso in Italia passeranno nelle mani di un consorzio formato da cinque aziende italiane del settore carburanti. L’operazione, dal valore di 425 milioni di euro, riguarda circa 1.200 impianti – pari al 6% della rete nazionale – e comprende anche minimarket, punti di ristorazione e altri servizi collegati. A cedere è il gruppo britannico EG Group, che nel 2018 aveva acquistato la rete italiana da ExxonMobil. Il passaggio segna un ritorno di uno dei marchi storici della distribuzione carburanti sotto controllo nazionale. La chiusura dell’accordo è attesa entro la fine dell’anno, previa autorizzazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).
Il consorzio che acquisirà i distributori Esso in Italia riunisce cinque operatori già affermati nel settore, con una copertura geografica capillare e competenze diversificate.
La Pad Multienergy e Goldengas, entrambe con sede a Brescia, detengono anche la licenza per la gestione della rete Shell in Italia. Vega Carburanti, con base a Mestre, è specializzata nella distribuzione di GPL e servizi per la mobilità. Toil, attiva soprattutto nel Mezzogiorno, gestisce numerosi impianti in Campania e regioni limitrofe. Dilella Invest, radicata in Puglia, ha consolidato negli anni la sua presenza nel Sud Italia. Infine Giap, azienda siciliana con sede a Modica, controlla già circa 200 distributori in tutto il Paese.
L’aggregazione di queste realtà mira a unire forze e competenze, permettendo di sviluppare progetti congiunti sia sul fronte tradizionale della vendita di carburanti sia su quello dei servizi “non-oil”, come ristorazione, punti vendita e soluzioni per la mobilità elettrica e sostenibile. I partner hanno dichiarato che la strategia comune punterà anche alla modernizzazione degli impianti e al miglioramento dell’esperienza del cliente.
L’accordo preliminare per il passaggio dei distributori Esso in Italia è stato firmato a Roma l’11 agosto 2025. La transazione, del valore di 425 milioni di euro, comprende non solo gli impianti ma anche le strutture accessorie: minimarket, punti ristoro e spazi per servizi aggiuntivi. Nel complesso, la rete in vendita movimenta ogni anno circa 1,4 miliardi di litri di carburante e impiega 400 dipendenti, generando un fatturato di circa 2 miliardi di euro.
La cessione dovrà ora passare al vaglio dell’AGCM, che dovrà verificare l’assenza di posizioni dominanti o rischi per la concorrenza. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro la fine del 2025. Secondo fonti vicine alle trattative, l’obiettivo del consorzio è mantenere il marchio Esso, valorizzandone la notorietà, pur introducendo innovazioni tecnologiche e commerciali per renderlo più competitivo in un mercato in rapida evoluzione.
L’attuale proprietario dei distributori Esso in Italia, il gruppo britannico EG Group, aveva acquisito la rete nel 2018 da ExxonMobil. In questi sette anni, l’azienda ha gestito gli impianti puntando soprattutto sui servizi non-oil, ma ha deciso di uscire dal mercato italiano per concentrare le proprie risorse sui mercati considerati più strategici, come Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi.
Secondo la dirigenza di EG Group, la vendita rientra in un piano di razionalizzazione volto a ridurre l’indebitamento e a concentrare investimenti nei segmenti e nelle aree geografiche più redditizie. Il gruppo resta comunque presente in nove Paesi e continuerà a sviluppare il proprio modello di business integrato tra carburanti, retail e ristorazione. L’Italia, pur non essendo più centrale per la loro strategia, rimane per EG un mercato di riferimento in termini di know-how accumulato e partnership commerciali.
Il passaggio dei distributori Esso in Italia a un consorzio italiano avviene in un contesto di profonde trasformazioni del settore. La rete nazionale conta circa 20.000 punti vendita, in calo rispetto agli anni passati a causa della razionalizzazione e dell’ingresso di nuovi modelli di distribuzione, inclusi self-service automatizzati e colonnine di ricarica elettrica. In questo scenario, il mantenimento di un marchio internazionale come Esso sotto gestione italiana è considerato un segnale di fiducia e di continuità.
Gli operatori del settore sottolineano che la sfida per il consorzio sarà integrare la tradizione del marchio con le esigenze della transizione energetica, investendo in carburanti alternativi, digitalizzazione dei servizi e ottimizzazione logistica. Gli analisti ritengono che la mossa possa rafforzare la concorrenza interna e favorire la nascita di un polo italiano capace di competere con le multinazionali del settore.
Scritto da: Matteo Respinti
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